Diventare amici degli uccelli
Si puó fare, si puó fare!
Gli uccelli sono animali intelligenti, sono capaci di affetto e fanno una grande e meravigliosa compagnia.
Probabilmente non tutti ne sono convinti. Tutti peró, se vogliono, sono in grado di verificarlo o almeno lo puó fare facilmente chi abita in campagna.
Voglio raccontare la mia esperienza.
Innanzitutto va chiarito che non tutti gli uccelli sono uguali, ogni specie ha le sue caratteristiche e la sua personalitá.
Avvicinare un tordo é impresa ardua.
Solo vedere anche da lontano un merlo dal collare é quasi impossibile.
Osservare una ghiandaia é facile, ma non avvicinarla, essendo estremamente diffidente.
Avvicinare uno scricciolo é facilissimo, sembra di poterlo prendere in mano e poi sparisce in ogni buchetto.
Diventare amici delle cincie di qualsiasi specie é facilissimo e abbastanza facile diventare amici anche dei fringuelli e dei pettirossi.
Quando mi misi in testa di “addomesticare” le cincie che frequentavano la mangiatoia che mia moglie ed io foraggiamo giornalmente, mia moglie mi derideva:
“Come fai a chiamarle, non sono mica galline!”
"Peró sempre uccelli sono!"
Si sa che le cincie, e i fringuelli ancora di piú, sono ghiotte di noci o noccioline e io decisi di prenderle proprio per la gola.
Iniziai a lanciare pezzetti di noci verso la mangiatoia con il risultato che le cincie fuggivano spaventate dal movimento della mano.
Poi, al ritorno, qualcuna ha cominciato a scoprire i pezzetti di noce.
Finalmente un giorno una cincia capí che il gesto della mia mano non era per scacciarla ma per lanciare il pezzetto di noce e si precipitó sulla noce stessa.
La strada era aperta.
Ogni giorno un numero sempre maggiore di cincie non scappava, rimaneva solo all'erta per poi precipitarsi ad afferrare il pezzetto di noce.
Poi venne una cinciarella: capí subito che lanciavo pezzetti di noce, non solo, ma aveva i riflessi talmente pronti che riusciva a prendere al volo il pezzetto di noce.
Che meraviglia!
Non ero ancora contento.
Scelsi un angolo del giardino e da lí iniziai a fischiare un motivetto.
All'inizio nessuno mi badava.
Poi le solite cincie piú intelligenti e piú furbe iniziarono a precipitarsi lá dove io fischiavo.
E inizió un rapporto meraviglioso, stupendo, accattivante, soddisfacente all'inverosimile.
Adesso io fischio e loro si precipitano per terra davanti a me o su un rametto vicino o si attaccano al muro sopra di me e io mi abbasso e molto dolcemente lancio un pezzetto di noce alla volta.
Si precipitano sul pezzetto ma non fanno baruffa, si rivolgono di nuovo a me e aspettano un secondo lancio e cosí via.
Una, che io conosco bene, si avvicina a me lentamente e quando le butto il pezzetto non si precipita, si avvicina piano, piano, prende in bocca il pezzetto di noce, solleva la testa e mi guarda come per ringraziarmi e poi vola via.
Ogni volta cosí!
Mi commuove!
Le cincie dal ciuffo mi chiamano. Non sto scherzando: é la veritá. Appena mi vedono iniziano a frinire e mi svolazzano attorno. Sono magnifiche!

Cincia dal ciuffo
Anche il pettirosso non disdegna i pezzetti di noci, quelli piú sminuzzati perché li inghiotte interi, ma solo d'inverno.
Perfino il picchio tenta di fare concorrenza alle cincie. E' un bonaccione, un po' troppo fifone.
Adesso é sufficiente che esca di casa e le cincie che mi vedono si precipitano a chiedere.
Se sono distanti, io fischio e dopo qualche minuto sono tutte lí. E da gran furbo si avvicina anche il fringuello e addirittura il picchio.
Il fringuello é un po' prepotente, dato la sua stazza: il boccone piú grosso lo deve prendere lui per primo.
Quando lo chiamo, lui atterra sul piazzale e poi si avvicina velocissimo a me un po' correndo (cammina come una persona), un po' saltellando. E' ridicolo ma simpaticissimo.
Lui ama tanto anche il girasole, che riesce a triturare col forte becco. Le cincie prendono un seme di girasole, salgono su un ramo e, tenendo fra le zampe il pezzetto di noce, col becco riescono ad aprire il seme e a sbocconcellarlo. Il fringuello non tiene il seme fra le zampe; lo prende col becco e comincia a triturarlo, fino a scorticare la buccia e poi mangiare la parte interna. E' velocissimo in questo lavoro.
Peccato che queste simpatiche creature non si lascino fotografare. Quando mi vedono con la macchina fotografica se ne stanno lontane o si precipitano a prendere un pezzettino di noce e poi scappano. Se ho in mano altre cose, non badano; se ho la macchina fotografica non si fidano piú di me.
In questa stagione, in primavera, cerco di nutrire gli uccellini nelle giornate brutte, quelle con piú freddo o con pioggia continua, perché, quando é bello, so che hanno bisogno di mangiare insetti.
Del resto loro non esagerano mai: si accontentano di un pezzettino al massimo due, poi se ne vanno. E quando son giornate di sole, vengono e addirittura non prendono il pezzetto di noce.
Peró si mettono su un ramo e per un po' stanno lí a guardarmi.
Non rinuncerei a questa gioia per tutto l'oro del mondo.
Che bello se ci amassimo tutti davvero su questa terra!
Nino Specogna
(Voglio trascrivere la preghiera degli uccellini di n)
Tičacova molitu
O na Buog,
na velik Buog,
ti ki s nas stvariu
takuo lahní
de mormo spoletat,
ti ki si nafarbu
nae plume
s piaromauro,
ti ki nan daje
gnado na marat
za nae usakdanje potriebe,
ti daruj nan saldo
čarviče za tačice,
oriehe za snice,
síenjice za grabce,
na kor vič
ku kar j trieba
za preživiet.
Riei nas
od slavih človiek;
na storinan past
tu njih pascé.
Ma narbuj te prosmo,
oermi na glas
za de bomo nuoč an dan
Te častil
an hvalil
do vekomaj.
Amen.
Preghiera dell'uccellino
O nostro Dio,
nostro grande Dio,
tu che ci hai creato
cosí leggeri
da poter volare,
che hai dipinto
le nostre piume
con l'arcobaleno,
tu che ci concedi la grazia
di non badare
ai nostri bisogni quotidiani,
tu concedici sempre
bruchetti per i pettirossi,
noci per le cincie,
semetti per i passeri,
non occorre piú di quanto
é necessario
per sopravvivere.
Salvaci
dalle persone cattive;
non farci cadere
nelle loro trappole.
Ma piú di tutto ti preghiamo,
conserva la nostra voce,
perché possiamo giorno e notte
lodarti
e ringraziarti
per sempre.
Amen.
n