Paolo Petricig
Un indimenticabile amico.
Ho saputo oggi della morte di Paolo.
Voglio solo congratularmi con lui per la sua uscita da questa dimensione temporale in punta di piedi..., cosí elegantemente, cosí fuori dagli standard di oggi!
E voglio ricordargli (o ricordare a noi) una poesia di Giso Fior.
Paolo amava anche il friulano!
O ce biel inscindalasci
di chest mont
cencia sunsur
e savei che domo l'aria
si é 'dacuarta
ch'a si mur.
Poi la poesia continua anche se il programma si fa impegnativo:
E murí cusí tun stali
con ch'a si ha cjapat il sun.
E no vei rancors di sorta
e no fa sufrí nissun.
Caro Paolo, la tua dipartita ci fa, invece, soffrire...
Ma te lo diciamo sottovoce, assieme alla la speranza di reincontrarti.
Zbuogan.
Nino
Ho conosciuto Paolo a Cividale verso gli anni settanta a una riunione-dibattito del partito Comunista con all'ordine del giorno la situazione socio-economica delle Valli.
Volevo partecipare alla discussione che era aperta a tutti non solo agli iscritti al partito.
Dopo diversi interventi chiesi la parola e dissi che la situazione delle Valli era talmente complicata e difficile da abbisognare dell'aiuto e della partecipazione di tutti, partiti, istituzioni, persone, solo per tentare di risolvere alcuni gravi problemi ormai cronici.
Per la veritá temevo la reazione dell'assemblea e, infatti, un iscritto si inalberó e inizió a sbraitare e a insultare, tacciandomi non ricordo di che cosa.
Paolo intervenne subito, zittí il contestatore e con mia grande meraviglia mi diede ragione.
Naturalmente poi vennero allo scoperto le difficoltá della collaborazione, i punti d'intesa, peró Paolo, nonostante il clima politico di allora, era convinto che la via giusta era quella dello sforzo comune anche fra forze politiche diverse, per tentare di risolvere i gravi problemi delle Valli.
Da allora ebbi sempre piú stima di lui, gli offrii la mia collaborazione e lui la accettó di buon grado.
Hvala, Paolo, za kar sma dielala kupe.
Nino